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Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Feb 18, 2008 3:43 am

Articolo del giorno 01/02/2008 Corriere Adriatico Cronaca di Fano

Dai viaggi di affari con il servizio di aerotaxiall’attività da diporto fino all’aviazione ultraleggera in forte espansione, capace di assegnareallo scalo un rilievo regionale e nazionale
Lo propone l’associazione Il Gabbiano per valorizzare tutte le potenzialità in modo ecosostenibile
Aeroporto, un piano di sviluppo alternativo


FANO - Sono idee che volano leggere, come quei semplici e moderni velivoli che, senza alcun azzardo, si staccano dal suolo per inseguire il sogno di Icaro.

Leggere e sicure come può esserlo un progetto integrato, economico ed ecosostenibile, per lo sviluppo dell’aeroporto di Fano, un piano che valorizzi tutte le potenzialità, dai viaggi di affari alla scuola di volo, dall’aviazione da diporto al parco, passando per la promozione dell’attività aerea ultraleggera, senza dimenticare l’aeromodellismo e il paracadutismo.

A questo disegno lavora l’associazione Il Gabbiano, che riunisce specialisti ed appassionati di volo, già attiva nell’aeroporto di Fano: uno sviluppo studiato con esperti di vari settori - tenendo conto delle esigenze urbanistiche, ecologiche e commerciali - alternativo alla pista in cemento (perché si fonda sul ripristino e la manutenzione ottimale della pista in erba) .

“Cerchiamo un punto di incontro nel reale interesse di tutti - afferma Ermanno Cavallini, istruttore pilota e presidente dell’associazione -: cosa difficile ma non impossibile. In sintesi proponiamo una struttura integrata comprendente un parco cittadino grande e attrezzato, un’aviazione ultraleggera con piccoli hangar gestiti da economiche multiproprietà, affiancata dalla già esistente aviazione generale da diporto (aerei da turismo), dall’aviazione generale commerciale (scuola di volo e lavoro aereo), dalla componente aeromodellistica e non ultima da quella dei paracadutisti”.

Il piano richiede interventi di basso impatto ambientale ed economico e considera naturalmente la questione più discussa: i viaggi di affari per le esigenze delle imprese.

“Riteniamo che debbano essere costruiti nuovi piccoli hangar perché quelli esistenti sono inadatti a una aviazione ultraleggera, caratterizzata da costi di esercizio molto piu bassi - sottolinea Cavallini -. Gli hangar già realizzati sono stati concepiti pensando ad una aviazione tradizionale ormai divenuta troppo costosa per il privato, tuttavia sarebbero adatti forse al ricovero di aerei più grossi e sofisticati, quali ad esempio gli eventuali velivoli a turboelica destinati a un servizio di aerotaxi, che comunque rimarrebbe fortemente limitato dall'assenza delle apparecchiature per il volo notturno e in condizioni meteorologiche avverse”. Questo è il punto critico dello sviluppo dell’aviazione commerciale, che resta tale anche con la previsione della pista in cemento perché, per gli impegnativi investimenti e i proibitivi costi di gestione, il piano industriale approvato dalla società di gestione Fanum Fortunae prevede pure per i mini-jet l’atterraggio a vista solo diurno (4 milioni di euro sono necessari per asfaltare la pista, allargare il piazzale e acquistare un mezzo antincendio).

Il progetto alternativo prende le mosse dalla recente diffusione dei moderni aerei ultraleggeri (sei nuove immatricolazioni in Italia per ogni aereo da turismo) e dallo studio della propulsione aerea elettrica: un fenomeno capace di trasformare Fano in un polo di attrazione regionale e nazionale. “Ci chiediamo come mai la Camera di commercio tralasci questa grande opportunità - conclude Cavallini -. Perderla sarebbe un vero peccato anche dal punto di vista economico e dell'indotto tutt'altro che trascurabile”.
LORENZO FURLANI,


Ultima modifica di Stefano il Lun Feb 25, 2008 5:59 pm, modificato 1 volta
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il messaggero di mercoledi 6/2/2008 cronaca di pesaro

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Feb 18, 2008 3:46 am

il messaggero di mercoledi 6/2/2008

FANO - Lo sviluppo dell'aeroporto in cinque fasi, teorizzate dall'associazione 'Il gabbiano' all'assessore Mirco Carloni durante un recente incontro in Municipio. 'Il gabbiano' ha anche chiesto "una sede per la propria attività sportiva di costruzioni amatoriali e restauro di velivoli storici". Premesso che una pista in erba in buono stato è quanto basta al servizio di aerotaxi, il presidente Ermanno Cavallini aggiunge che è anche l'ideale per "un notevole bacino di attività sportive e relative al turismo leggero". Questa specializzazione dell'aeroporto porterebbe, in seconda battuta, lavoro di manutenzione e costruzione di velivoli ultraleggeri, "con il lancio di un nuovo comparto industriale artigianale e ad alto valore aggiunto". Un progetto, quello del 'Gabbiano', che prevede inoltre "un vasto parco urbano" al campo d'aviazione. L'ipotesi di sviluppo aeroportuale propone inoltre di impiegare i soldi del Comune non per la pista in asfalto, ma per costruire una ventina di piccoli hangar, smontabili ed eco-sostenibili, da riservare agli ultraleggeri. Allo stesso modo, le risorse della Camera di commercio potrebbero favorire la nascita di officine specializzate. Per 'Il gabbiano' si potrebbe poi realizzare un centro di ricerca per la propulsione aerea alternativa, "anche in concorso alla realtà industriale privata". L'associazione ha già pronto un progetto.

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Re: Rassegna Stampa

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Feb 18, 2008 3:49 am

Articolo il messaggero pesaro 12/2/2008


FANO - Depositata alla cancelleria del Tribunale, ieri mattina a Pesaro, la denuncia sulla vicenda della pista aeroportuale in cemento. Una decisione, quella di ricorrere alla magistratura, annunciata di recente dal supercomitato 'Per una città diversa', che strada facendo ha anche modificato la propria strategia: se in origine era ipotizzato un esposto, adesso si tratta di una più vincolante querela. La denuncia è stata sottoscritta da una decina tra associazioni e forze politiche componenti il supercomitato, fatta eccezione per il Partito democratico. L'idea dell'esposto, poi diventato querela, è nata da un'iniziativa del consigliere regionale Michele Altomeni (Rc), che ha chiesto alcuni chiarimenti all'assessore Loredana Pistelli. Durante il dibattito in Regione sono emerse questioni che hanno convinto il supercomitato a rivolgersi alla magistratura: si tratta di temi come la sicurezza dell'attuale pista in erba e come la concessione per l'attività aeroportuale. Associazioni e partiti 'Per una città diversa' ritengono che non sia necessario spendere quattro milioni di euro per potenziare la pista e quindi sviluppare l'attività dell'aeroporto fanese. Basterebbero, sempre secondo il supercomitato, 69.000 euro per sistemare l'attuale fondo in erba e garantire, in modo molto più economico, la funzionalità necessaria.
Gli echi del lungo dibattito tra supercomitato e fautori del fondo aeroportuale in cemento sono ancora percepibili in alcuni recenti interventi. Chiede infatti di individuare "vere priorità" il capogruppo consiliare dello Sdi, Massimo Seri. Premesso che sull'aeroporto si fa "molta confusione", il punto vero è capire se la pista in cemento è "l'investimento giusto".
"Ritengo - prosegue Seri - che per Fano non sia prioritario un forte investimento sull'aeroporto. Oggi, non lontano dalla nostra città, ci sono tre scali: Ancona a 35 minuti di auto, Rimini a 40, Forlì a 50. Tutti e tre molto comodi da raggiungere, ma con seri problemi di bilancio. Mi si obietterà che Fano non vuole essere un clone, ma un'infrastruttura più snella ed economica, e di conseguenza potrei proseguire con le mie perplessità. Concludo invece con una battuta: in futuro atterreremo comodi, per poi rimanere bloccati nel traffico cittadino per ore".
La strada delle barche, al contrario della pista in cemento, è per Seri una priorità tale da valere un impegno particolare per "unire le forze: questa è la vera sfida, il resto sono chiacchiere e i cittadini ne hanno piene le tasche".
Il circolo culturale 'Papini' ritiene che della questione aeroporto si siano occupati molto spesso dei "politici superficiali", soprattutto coloro che dimenticano gli esiti negativi degli studi sulle possibilità di sviluppare lo scalo fanese: Italairport, aprile 1982; Istao, dicembre 1999; Svim, febbraio 2004. "Pur tirando in ballo Protezione civile e catastrofi - conclude il Papini - neanche la Svim riesce a garantire che gli eventuali investimenti non si rivelino uno sperpero. In cinquant'anni di piani e progetti, mai è stata dimostrata la reale necessità di un aeroporto con piste in cemento. Quindi le risorse investite sull'aeroporto sarebbero risorse sprecate, mentre esistono ben altre priorità a Fano, come il traffico o le polvere sottili. Al campo d'aviazione è meglio il parco".
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il messaggero di mercoledi 7/2/2008 cronaca di pesaro

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Feb 18, 2008 3:55 am

Sul Messaggero di oggi, un elogio di Simone Mattioli alla proposta del "Gabbiano"
Giovedì 07 Febbraio 2008

FANO - "Disperdere le risorse è un errore che non ci si può più permettere", sostiene il consigliere provinciale Simone Mattioli (Pd), che considera una battaglia di retroguardia il progetto di potenziare l'aeroporto fanese. "Dovremmo guardare - aggiunge - con più convinzione all'aeroporto di Falconara. Faremmo bene a considerarlo anche 'affar nostro'". Lo sviluppo delle infrastrutture, prosegue Mattioli, deve "affrancarsi dalla logica del campanile", altrimenti il rischio è, appunto, disperdere risorse sempre più scarse. "Anche la pista in cemento - afferma - rientrerebbe fra tali opere, strumentalizzate dal punto di vista politico per vantare una presunta progettualità a sostegno dello sviluppo locale. Niente di più falso e di più inutile. Poco stupisce che la pista in cemento sia chiesta dall'attuale Amministrazione fanese, che non ha mai brillato per progettualità. Lascia un po' più perplessi, invece, il sostegno a questo approccio vetero-sviluppista da parte della Camera di commercio, che da una parte va a scoprire mercati di altri continenti, dall'altra si perde ancora dietro infruttuose logiche localistiche". Il vero obiettivo, prosegue Mattioli, è "pianificare un sistema integrato, almeno regionale all'inizio, ma che subito si sappia pensare in relazione con gli altri territori limitrofi: continuando a pensare che ciascuno deve far da sé, non si va da nessuna parte". Mattioli ritiene che la Provincia sia, al contrario di Comune e Camera di commercio, l'unico socio "lungimirante" della società Fanum Fortunae. "Avvedute e chiare" le proposte de 'Il gabbiano', per ammodernare e valorizzare lo scalo fanese sulla base "della sostenibilità". "Poco utile", invece, che i tre soci investano risorse pubbliche "in un progetto di sviluppo vetusto e non rispondente alla crescita economica dell'area". "Dove sono - conclude Mattioli - quei privati che dovrebbero coprire la gran parte dell'investimento e avventurarsi nella gestione della struttura, che finora mai nessuno studio ha definito un affare e che richiederà pesanti costi di gestione?".
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corriere Adriatico 09/01/2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Feb 18, 2008 4:00 am

Mercoledì 09 Gennaio 2008
FANO - Aeroporto, il consigliere regionale Michele Altomeni (Rc) sta valutando «la possibilità di un esposto alla Procura». L'idea di rivolgersi «ad altri organi dello Stato» si è fatta largo dopo che lo stesso Altomeni ha ricevuto dall'assessore Loredana Pistelli alcune risposte sullo scalo aereo fanese, ieri in consiglio regionale.
«La società di gestione Fanum Fortunae - spiega il consigliere - ripete che l'attuale pista non dà garanzie di sicurezza, quando è utilizzata da piccoli jet. Ho chiesto a chi spetti la manutenzione della pista e l'assessore mi ha risposto: ?Alla società di gestione?. All'ente aeronautico Enac, invece, l'opera di controllo. Dunque, quando Fanum Fortunae segnala problemi di sicurezza è come se si auto-accusasse. Ho chiesto alla giunta regionale di vigilare, ma sto valutando anche l'ipotesi dell'esposto».
Altomeni ha inoltre aggiunto che l'attuale pista in erba potrebbe essere sistemata «con una spesa di 59.700 euro», come gli hanno spiegato alcuni addetti ai lavori. «E invece - prosegue il consigliere - si vogliono spendere 4 milioni per asfaltare la pista, un'opera che poi servirebbe a niente. Atterraggio e decollo di piccoli jet richiederebbero ben altri costi aggiuntivi».
Altomeni ha voluto sapere dall'assessore se sia stato valutato l'impatto della pista in asfalto («Le procedure inizieranno se e quando sarà presentato il progetto») e se la società Fanum Fortunae abbia chiesto oppure ottenuto la concessione: «La risposta è stata: ?Non mi risulta?. Mi sembra una questione abbastanza anomala. La Regione, inoltre, non ha inserito la pista in asfalto nel suo piano dei trasporti e non credo che intenda farlo in seguito».
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corriere adriatico 24/02/2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Feb 25, 2008 3:46 pm

Articolo del giorno 24/02/2008 Cronaca di Fano torna all'elenco

Il disegno prevedeuno sviluppo integratodi tutte le attivitàattraverso la curadella pista in erba
Piano alternativo per l’aeroporto, il presidente incontra i promotori
Ucchielli in pressing
Il Gabbiano: “Organizzeremo un dibattito pubblico”

FANO - Dopo l’acquisto dell’ex caserma e la complessa vicenda del Prg anche lo sviluppo dell’aeroporto di Fano è oggetto di un’attenzione particolare da parte del presidente della Provincia.

E’ una sorta di pressing sull’amministrazione comunale ciò che sembra compiere in questi giorni Palmiro Ucchielli incontrando le associazioni che sostengono progetti alternativi. Ucchielli ieri ha manifestato sensibilità all’associazione Il Gabbiano che ha elaborato un disegno di sviluppo integrato ed ecosostenibile di tutte le vocazioni aeroportuali (attività commerciale e turistica, scuola di volo, paracadutismo e aeromodellismo accanto a un grande parco urbano). Il volano sarebbe la pista in erba. Come è noto il presidente Ucchielli nutre forti riserve sul potenziamento dello scalo aereo attraverso la pista in cemento, progetto che conosce un’impasse proprio per la posizione attendista della Provincia, che è uno dei tre proprietari pubblici (insieme a Comune e Camera di commercio) e non è disposta a finanziare l’opera con 300 mila euro già nel bilancio di quest’anno (ma il piano industriale prevede un investimento di circa 4 milioni di euro).

Dunque, ieri mattina i vertici dell'associazione Il Gabbiano hanno incontrato il presidente della Provincia Ucchielli per presentargli formalmente il loro piano di sviluppo alternativo per l'aeroporto di Fano.

“L'incontro è stato estremamente costruttivo - sottolinea il presidente del Gabbiano Ermanno Cavallini - e durante la discussione è emersa la importante necessità di realizzare un tavolo di incontro pubblico a cui partecipino tutte le istituzioni, le associazioni, o anche i semplici cittadini interessati; di questo incontro Il Gabbiano si fa promotore e sostenitore. Questo soprattutto alla luce di posizioni prese da più parti senza una conoscenza del settore adeguatamente approfondita. Con il suo piano di sviluppo Il Gabbiano intende soddisfare le legittime aspirazioni di tutti gli interessati a vario titolo alla questione aeroporto, conciliando di fatto esigenze solo apparentemente contrastanti. Ricordiamo che il piano già presentato al Comune e alla Provincia (e presto speriamo anche alla Camera di commercio) prevede un vasto parco urbano di oltre trenta ettari progettato dall'architetto Olga Arrigo su commissione, a suo tempo, dell'associazione Terra di Nessuno e del comitato Bartolagi. Perfettamente integrata con esso, una nuova struttura che servirà insieme come spazio per le costruzione amatoriale di velivoli e come centro di ricerca per la propulsione aerea elettrica (attività all'avanguardia di rilevanza nazionale) per cui la nostra associazione ha già un progetto operativo. Oltre a ciò è prevista una serie di piccoli ed economici hangar smontabili ed eco sostenibili da assegnare con una opportuna regolamentazione ad attività sportive senza fini di lucro e tendenti a creare una massa critica dei nuovi silenziosi ed economici velivoli da diporto ultraleggeri, vera rivelazione degli ultimi anni. Questo determinerà lavoro per nuove officine e servizi e un reale e sensibile flusso turistico per Fano. In una fase successiva abbiamo previsto anche la possibilità di attività industriali di assemblaggio di velivoli ultraleggeri, replicando il successo già avuto dalla cantieristica navale da diporto”.

In altre occasioni, il presidente dell’associazione Il Gabbiano aveva spiegato come lo sviluppo di queste attività non impedisca la promozione dei voli commerciali, in particolare del servizio di aerotaxi per i viaggi di affari degli imprenditori. Possibilità garantita da aerei a turboelica a 12 posti che coprono una distanza di 4.000 chilometri a una velocità di crociera intorno ai 500 chilometri orari e quindi sarebbero capaci di soddisfare le esigenze di collegamenti rapidi con tutta l’Europa e il Medio Oriente delle aziende fanesi. Per questo servizio l’unica necessità tecnica sarebbe il ripristino delle condizioni ottimali della pista in erba. L’associazione Il Gabbiano garantisce che non occorrerebbero più di 60 mila euro.

L.FUR.,
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Messaggero: Sabato 01 Marzo 2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Mar 03, 2008 11:28 pm

FANO - L'avanzo di amministrazione finanzierà i lavori per realizzare la nuova pista d'atterraggio a Fano.
Il Comune è pronto a contribuire all'opera, come socio del consorzio aeroportuale Fanum Fortunae, con una quota di 300.000 euro. La cifra, ha spiegato ieri mattina in Municipio l'assessore Mirco Carloni, è prevista per il 2008 nel piano triennale delle opere pubbliche, uno strumento appena approvato dalla giunta comunale di centrodestra.
Carloni ha usato una formula sfumata a proposito dei 300.000 euro, sostenendo che il piano triennale li stanzia per "la manutenzione", ma è chiaro che si tratta delle eventuali opere per realizzare la nuova pista in cemento. "Agli altri soci chiediamo di fare altrettanto", afferma Carloni, il quale aggiunge che la Camera di commercio "ha già espresso la propria disponibilità" in tal senso. Il terzo socio del Fanum Fortunae è la Provincia, finora anche la più guardinga rispetto al progetto della nuova pista in cemento.
L'assessore aggiunge che il piano industriale dell'opera è già pronto (lo ha elaborato il Fanum Fortunae); che "gli imprenditori locali dimostrano grande interesse per il progetto"; che è il caso "di procedere al più presto al nuovo assetto societario", trasformando il consorzio in una spa che possa accogliere anche i contributi dei privati, non solo degli enti pubblici. Il costo della nuova pista è stimato circa 4 milioni di euro, un cifra che dovrebbe comportare anche l'accensione di un mutuo. "Un esposto querela - conclude Carloni - ha fatto seguito a una polemica strumentale della sinistra, noi respingiamo ogni ombra ventilata sulla sicurezza dell'attuale pista".
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Corriere Adriatico del 01/03/2008 Cronaca di Fano

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Mar 03, 2008 11:52 pm

Riunione di giunta alle 7.30, stanziati 300 mila euro per l’aeroporto


FANO - Alzataccia di tutti i componenti della giunta ieri mattina, buttati giù dal letto dal sindaco alle 7.30, per deliberare il piano triennale degli investimenti. Un piano che in prossimità della fine della tornata amministrativa, acquista rilievo e interesse per notare le scelte prioritarie fatte dall’esecutivo. In attesa che il piano venga reso noto in tutti i suoi particolari, ieri si è appreso che sono stati reinseriti quei 300.000 euro finalizzati alla realizzazione della pista in cemento all’aeroporto di Fano, a testimonianza della volontà della giunta di procedere nel progetto di potenziamento dell’aeroporto. Lo ha reso noto ieri mattina stessa l’assessore Mirco Carloni che, in rappresentanza del Comune, fa parte del Consiglio di amministrazione della società di gestione Fanum Fortunae. “Dato che anche la Camera di commercio dispone di un investimento di pari importo, aspettiamo che anche la Provincia – ha detto Carloni – faccia altrettanto”. La prossima settimana è stato fissato un incontro con il direttore dell’Enac a cui verrà presentato il piano di investimenti elaborato dal dottor Serafini, su incarico della stessa società di gestione. Piano che indica quali sono le spese per realizzare l’infrastruttura e quali sono le possibilità di copertura delle stesse. A questo proposito il prossimo passo è la trasformazione della attuale società di gestione, composta interamente di soggetti pubblici, Comune, Provincia e Camera di Commercio, in società per azioni, con il capitale sociale aperto all’ingresso dei privati. La prossima riunione del Consiglio di Amministrazione della Fanum Fortunae, appare quindi decisivo per concordare sullo sviluppo o lasciare le cose come stanno. Questa volta non si tratterà soltanto di fare una scelta politica, ma di ragionare sulle risorse economiche: su quanti soldi occorrono (si era parlato di quattro milioni e mezzo) e su chi contribuisce alla spesa. Una prova decisiva, non solo per la Provincia, ma anche per quel gruppo di privati che si è fatto avanti, sotto l’egida dell’Api, per finanziare la pista in cemento. Nel frattempo il sì o il no alla pista è divenuto argomento di dibattito nella campagna elettorale in atto.
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articolo rivista volare marzo 2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Lun Mar 10, 2008 2:43 am

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resto del carlino del 28/02/2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Ven Mar 14, 2008 3:51 pm

l'associazione il gabbiano sul resto del carlino [img][/img]

NELLA DIBATTUTA e controversa questione dello sviluppo dell’aeroporto di Fano si è inserita da qualche tempo l'associazione sportiva-culturale «Il Gabbiano» proponendo al sindaco ed al presidente della Provincia un suo piano di sviluppo che faccia riferimento non ai jet leggeri ma agli ultraleggeri. Ovviamente «Il Gabbiano» vede a riguardo risultati positivi poiché, afferma « Esiste un notevole bacino d'utenza per le attività aeronautiche sportive e relative al turismo leggero soprattutto se operato con velivoli ultraleggeri che ormai hanno raggiunto elevati standard di sicurezza e livelli tecnici di avanguardia; questi hanno superato di 1 a 6 le immatricolazioni rispetto ai velivoli leggeri convenzionali. L'attuazione di una apertura permanente dell'aeroporto al volo ultraleggero e alle altre attività sportive, richiamerebbe un turismo oltre che da tutta la regione anche da resto d'Italia con reali ricadute sull'economia. In una successiva fase, altro lavoro sarebbe portato dalla manutenzione e la eventuale costruzione di velivoli ultraleggeri con il lancio di un nuovo comparto industriale artigianale e ad alto valore aggiunto». Cosa propone l’associazione? «Impiegare i soldi già stanziati dal Comune, non per la pista in asfalto ma per la manutenzione della pista in erba e la realizzazione di una ventina di piccoli hangars smontabili ed eco-sostenibili da 1 o 2 ultraleggeri ciascuno, che poi il Comune rivenderebbe esclusivamente per usi senza fine di lucro ed evitando speculazioni e con modalità atte a garantire la presenza di un maggior numero possibile di soggetti (es. multiproprietà), recuperando interamente le spese. Il tutto incentrato sull'uso di ultraleggeri con relativo hangaraggio. Proporre alla Camera di Commercio di utilizzare i soldi già stanziati non per asfaltatura della pista ma per favorire l'installazione sull'aeroporto di officine di manutenzione per ultraleggeri e costruzione degli stessi. Proporre da parte del Comune agli altri proprietari della società di gestione aeroportuale Fanum Fortunae la realizzazione sull'aeroporto di un piccolo ma attrezzato Centro di ricerca per la propulsione aerea alternativa (volo a propulsione elettrica) anche in concorso alla realtà industriale privata. Per il volo elettrico l'associazione «Il Gabbiano» ha personale e competenze che mette a disposizione e un progetto già in fase avanzata di definizione.
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Corriere Adriatico del 08/04/2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Mar Apr 08, 2008 7:18 pm

Il Gabbiano insieme con Terra di Nessuno promuove un convegno per il 24 maggio
“Potenziamo l’aeronautica leggera”
Un sondaggio telematico sul piano di sviluppo nel sito dell’associazione

FANO - Da ieri è attivo all’indirizzo internet www.il-gabbiano.org un pubblico sondaggio sul futuro dell’aeroporto di Fano .

Ne dà notizia l’associazione sportiva e culturale Il Gabbiano. “Sappiamo benissimo - afferma il presidente Ermanno Cavallini - che purtroppo ultimamente queste iniziative anche con raccolta di firme, si sono dimostrate poco affidabili, in quanto essendo proposte da organizazioni pro o contro la pista in asfalto, tendevano a proporre ai cittadini metodi poco imparziali nella raccolta dei consensi con risultati paradossali tali che la stessa persona spesso risultava firmataria sia pro che contro la pista in asfalto. Perciò abbiamo ideato un quesito proposto su basi oggettive e quindi il più possibile imparziali, cercando di ottenere una reale fotografia della realtà e non un effetto propagandistico di alcun tipo.”.

A questo proposito l’associazione Il Gabbiano con la collaborazione di Terra di Nessuno sta organizzando per sabato 24 maggio un convegno di alto livello aperto a tutti sulla questione del potenziamento dell’aeroporto tra pista in erba e pista in cemento.

“Per questo abbiamo richiesto il patrocinio a Provincia, Università e Comune e stiamo avendo riscontri positivi da almeno due di queste realtà - scrive Cavallini - speriamo che anche la terza vorrà contribuire. Riteniamo che in questa città ormai da troppi anni la questione si sia fossilizzata su basi meramente ideologiche, allontanandosi sempre più dalla realtà dei fatti. Ricordiamo che vicino a Fano esistono gli aeroporti di Ancona e Rimini in cui sono stati fatti ingenti investimenti e che hanno dei problemi per mancanza di passeggeri. Riteniamo che potenziare l’aeroporto di Fano nel senso del traffico passeggeri porterebbe a creare l’ennesima cattedrale nel deserto, pozzo senza fondo per i soldi della comunità. Viceversa si rischia di perdere il treno dello sviluppo dell’emergente comparto industriale della aeronautica da diporto leggera. La Camera di commercio quando parla di aeroporto sembra ignorare che in Italia esiste un comparto industriale fiore all’occhiello del made in Italy, che in dieci anni è passato da zero a 5.000 professionisti stabili, con una produzione di aerei ultraleggeri che nel solo 2007 ha superato le 870 unità. Oggi il 10% dei velivoli leggeri biposto che vola nel mondo è italiana, e perfino negli Stati Uniti la produzione italiana gareggia in casa loro con giganti come Piper o Chesna. Proponiamo inoltre alle autorità competenti di istituire presso Fano un corso di formazione professionale per creare figure necessarie alle piccole medie aziende che operano nel settore nautico ed aeronautico leggero, che hanno moltissime esigenze sia organizzative che tecnologiche in comune”.
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Messaggio  Ermanno Cavallini il Dom Apr 20, 2008 11:02 pm

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Messaggio  Ermanno Cavallini il Mer Mag 14, 2008 9:02 pm

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Messaggio  Ermanno Cavallini il Mer Mag 14, 2008 9:03 pm

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Corriere Adriatico cronaca di Fano 07 0ttobre 2008

Messaggio  Ermanno Cavallini il Mar Ott 07, 2008 9:36 pm

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